
L’idea da cui nasce questo La
simmetria dei desideri è piuttosto banale e per nulla originale, molto
sfruttata da cinema, tv e narrativa contemporanea: un gruppo di amici, diversi per
personalità e per aspirazioni si ritrova e decide di rincontrarsi in un futuro
relativamente prossimo per osservare i cambiamenti portati dal tempo.
Assomiglia molto alla cena dei coscritti organizzata ogni lustro. Ma proprio
qui esplode il genio e l’inventiva di Eshkol Nevo.
Yuval, il narratore, ci guida nel
periodo che intercorre fra i due mondiali in cui non abbandoniamo mai i
protagonisti. Non ci sono voli pindarici e salti temporali: è un romanzo che
restituisce il lento scorrere del tempo e sottolinea ogni cambiamento come il frutto
di un processo costante, un fiume che scorre e che accompagna la crescita di
ognuno dei personaggi. È un romanzo imperniato sul valore che si attribuisce
all’amicizia, quella vera e profonda consolidata dagli anni trascorsi insieme.
Sentimento d’amicizia che lascia sullo sfondo le vicende delle città di Haifa e
Tel Aviv (e di tutto lo stato di Israele) dilaniate da un clima di tensione e da
continui e sanguinosi attentati.
Nevo scrive un romanzo intenso,
sincero, fatto di rapporti gratuiti, di relazioni solide e di episodi toccanti
e emozionanti e La simmetria dei desideri nasconde quell’imprevedibilità e
quella sorpresa che rende ogni finale dei mondiali di calcio qualcosa che non
si può dimenticare.
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