
C’è il Vietnam in questa prima
prova registica di Kevin Reynolds, ma è un Vietnam lontano da Il cacciatore e
da Apocalypse Now. È un Vietnam che rimane sussurrato sullo sfondo, senza
Saigon, senza armi, senza giungla e occhi a mandorla. Ci sono, invece,
soprattutto amicizia e amore, rabbia e voglia di fuga, il mito del viaggio e la
fine dell’adolescenza.
È una miscela perfetta di
comicità, ironia, personaggi riusciti e amarezza, nostalgia e consapevolezza
dell’incertezza del futuro. Un piccolo film, in piena epoca di kolossal anni
Ottanta, che ha segnato un prima e un dopo nel road movie americano; una
commedia profonda, come profondo è stato (e sempre sarà) il dramma di una
guerra.
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