
John King rappresenta per la
città di Londra ciò che Irvine Welsh è per Edimburgo e Cacciatori di teste è
una versione meno chimica e lisergica di Trainspotting. King ha il merito di
non fermarsi sulla superficie di velluto di Londra, quella che si trova
sulle guide turistiche e sulle cartoline, ma entra nel profondo dell'animo periferico
e popolare della città, dando voce alla parte più violenta e rissosa della classe operaia. Protagonisti sono Will, Carter, Harry,
Mango e Balti, uomini senza scopi e senza ideali, individui intrisi di
maschilismo e misoginia, alle prese con la disoccupazione, l’autorealizzazione
professionale, la paternità.
Cacciatori di teste è un
romanzo grandioso, il racconto della pura contraddizione della grande
Inghilterra degli anni Novanta, società fortemente divisa in caste figlie di unp storico disinteresse politico che non ha saputo (o voluto) porre rimedio, ma che ci ha dato (per fortuna) scrittori
incazzati e talentuosi come John King.
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