sabato 4 marzo 2017

Film - Indivisibili (2016) di Edoardo De Angelis




Viola e Daisy (Angela e Marianna Fontana) sono due gemelle siamesi che vivono nella parte più degradata della provincia napoletana. Lavorano come cantanti neomelodiche alle feste, ai matrimoni, alle sagre e grazie al loro talento riescono a mantenere tutta la famiglia, che sfrutta le sorelle come veri fenomeni da baraccone.
Un giorno, però, le gemelle scoprono che c’è la possibilità di un intervento chirurgico con il quale le due possano separarsi e  soprattutto garantirsi una vita normale. La famiglia però, spaventata dalla possibile perdita dell’unica fonte di guadagno, si oppone all’operazione, condannando Daisy e Viola a rimanere unite.
Viola e Daisy, fenomeni da circo sfruttati dalla famiglia per campare, per la loro bellezza e pura ingenuità ribaltano il concetto di freaks à la Browning: in Indivisibili, i veri soggetti bizzarri, dalla mentalità deforme sono gli sfruttatori delle gemelle, preti che le usano in rituali sciamanici e discografici interessati alla loro condizione di diversità piuttosto che alla voce.
Indivisibili è una storia surreale, un racconto in bilico fra il fantastico e l’orrorifico che De Angelis ha il merito di calare in un contesto purtroppo noto e reale: la periferia napoletana ripresa dal regista è fatta di caseggiati degradati, spiagge sporche e barche in secca. Una bruttezza del paesaggio che, almeno per una volta, abbandona la solita situazione di criminalità cui il cinema ci ha abituato, ma che comunque sottolinea un territorio disagiato abitato da persone piccole e ignoranti, più adatte a sfruttare che ad amare. De Angelis, concedendosi anche fini citazioni (La donna di scimmia di Marco Ferreri, ad esempio), riesce ad amalgamare fra loro la superstizione popolare, la sceneggiata e il conflitto sociale, e a inserirli all’interno di un mondo realissimo in cui Viola e Daisy sono il simbolo dell’innocenza e dell’esistenza grottesca impostagli da un uomo in preda a una becera volgarità morale che De Angelis ha il genio di rappresentare fin dall’inizio del film in una brevissima scena: sdraiate a letto, ovviamente unite, una delle due è costretta a masturbarsi in presenza dell’altra.

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