lunedì 20 marzo 2017

Film - Allied - Un'ombra nascosta (2016) di Robert Zemeckis



1942. Il comandante d’aviazione franco-canadese Max Vatan (Brad Pitt) è in missione a Casablanca: insieme all’agente Marianne Beausejour (Marion Cottilard), per l’occasione sua finta moglie, deve riuscire a farsi invitare a un ricevimento nell’ambasciata tedesca e, una volta all’interno, uccidere l’ambasciatore. La missione riesce e fra i due sboccia pure l’amore. Sistematisi a Londra, sposati e con una figlia, la coppia vive serenamente. Un giorno però Max viene avvisato dai superiori che la moglie è una spia tedesca. L’uomo, ovviamente scioccato dalla notizia, da quel momento ha 72 ore di tempo per provare l’innocenza della moglie, altrimenti dovrà ucciderla.
C’è Robert Zemeckis alla regia di Allied – Un’ombra nascosta, e la produzione non poteva scegliere regista più adatto. Zemeckis è un perfezionista amante della Hollywood classica perennemente alla ricerca della correttezza formale, e non un iconoclasta impegnato nella distruzione e ricostruzione dei generi. Con Allied, il regista di Forrest Gump richiama, e non poteva fare altrimenti, interi decenni di storia del cinema americano. L’ambientazione marocchina, che ovviamente ricorda il Casablanca di Michael Curtiz, strizza l’occhio anche a L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock. Sono rimandi evidenti all’epoca d’oro di Hollywood, un’industria basata sullo star system e  sull’importanza del  physique du rôle. Zemeckis riesce a ricreare, grazie alla potenza dei suoi protagonisti, la stessa tensione dei drammi di sessant’anni fa, e permette allo spettatore, tramite un sottile gioco fatto di inquadrature, sguardi e costumi, di inserire Pitt e la Cotillard all’interno di un insieme popolato dai vari Cary Grant, James, Stewart, Ava Gardner o Lauren Bacall.
Intendiamoci, Allied non è un capolavoro: mentre Salvate il soldato Ryan era un colossale war movie, sostanzialmente perfetto per aderenza alla storia e conformità al genere, il film di Zemeckis è un buon dramma sentimentale che permette, anche allo spettatore meno colto, di scovare e apprezzare i rimandi al passato. Allied rimane avvinghiato alla forza della coppia protagonista e riesce a offrire sequenze di alto cinema (la scena d’amore durante la tempesta di sabbia è da manuale); Zemeckis, dimostrando che per lui i tempi migliori non sono ancora passati, nasconde i buchi di una sceneggiatura, scritta da Steven Knight, incapace di dare il giusto valore alla spy story che rimane inesorabilmente sullo sfondo.

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