lunedì 27 febbraio 2017

Film - Scappo dalla città - La vita, l'amore e le vacche (1991) di Ron Underwood



Mitch (Billy Crystal), Phil (Daniel Stern) e Ed (Bruno Kirby) sono amici da sempre. Ormai sulla quarantina, i tre vivono un momento di crisi dovuta a un’incapacità di autorealizzazione che non riescono a superare. Dopo una pessima esperienza in Spagna, i tre cercano la svolta nelle loro vite decidendo di trascorrere due settimane nel selvaggio west per imparare a comportarsi come veri cowboys e gestire una mandria di mucche.
Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, diretto da Ron Underwood, è stato un grande successo di pubblico della stagione 1991, uno degli ultimi colpi di coda della commedia americana tipicamente anni Ottanta. Billy Crystal, nel pieno della sua carriera dopo il successo di Harry ti presento Sally, è uno dei tre protagonisti della pellicola che segue le vicende di tre amici senza voler evidenziare a tutti i costi l’importanza dell’amicizia, tema sicuramente presente, ma che rimane sullo sfondo.
Scappo dalla città vuole essere, prima di tutto, un’indagine, seppur stereotipata, sull’uomo perennemente immaturo e costantemente alla scoperta di se stesso. In uno scenario bucolico lontanissimo dalla frenesia della metropoli, i protagonisti riscoprono come può essere semplice la vita umana, l’importanza delle relazioni sociali e dei valori. Il moderno west proposto dal film di Underwood, rientrando pienamente nei canoni della commedia, strizza l’occhio a pietre miliari del cinema western americano, citando qua e là Balla coi lupi, Fiume rosso e Sentieri selvaggi, e trova nella figura di Jack Palance, il vecchio gestore del ranch Cattle Drive, il ponte di collegamento tra un passato hollywoodiano bagnato di nostalgia e un presente cinematografico, industria dell’entertainment regolata dalle semplici leggi del mercato.
In un pastiche in cui Underwood, pur senza uno stile personale, si diverte a mescolare i generi classici americani, il pubblico scopre il piacere della vita agreste, un’alternativa alla routine domestica che negli anni successivi il mercato ha saputo trasformare in nuova frontiera turistica. Da stile di vita alternativo, il viaggio come mezzo spirituale per comprendere se stessi si è di fatto industrializzato, trasformando il Cattle Drive (ma volendo vedere anche l’isoletta greca mostrata da Salvatores in Mediterraneo), in cattedrali per turisti che non scappano da nulla, ma cercano solo un banale relax.

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