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mercoledì 22 marzo 2017

Film - Cinquanta sfumature di nero (2017) di James Foley



Ana (Dakota Johnson) e Christian (Jamie Dornan) tornati alle rispettive vite alla fine di Cinquanta sfumature di grigio, si rincontrano. Lui cerca di convincerla a tornare nella propria vita, lei chiede un nuovo accordo, basato su fiducia e amore. La coppia pare funzionare ma dovrà fare i conti con il nuovo capo di lei, Jack Hyde (Eric Johnson), e con una misteriosa ragazza appartenente al passato di Christian.
E.L. James, scrittrice della trilogia ha venduto, in 52 Paesi, 125 milioni di libri. Numeri che fanno paura (il dato è davvero preoccupante). Era chiaro che Hollywood non ci avrebbe messo molto a cogliere il potenziale filmico dei romanzi e infatti nel 2015 Sam Taylor-Johnson dirige 50 sfumature di grigio. Il film è un disastro di critica, ma un successone al botteghino: incassa quasi 570 milioni di dollari e spiana la strada alla realizzazione di Cinquanta sfumature di nero. Questa volta alla regia c’è James Foley, ma cambia poco. Cinquanta sfumature di nero non ci prova nemmeno a correggere gli errori del primo capitolo della trilogia (Cinquanta sfumature di rosso è atteso per il 2018). Il film inizia con un promettente “stavolta niente regole, niente punizioni e nessun segreto” che lascia fantasticare lo spettatore. Effettivamente la promessa viene mantenuta: nel nuovo Cinquanta sfumature non ci sono segreti, regole e punizioni. Non c’è praticamente nulla, soprattutto il tanto sponsorizzato erotismo (escludendo i seni nudi di Dakota Johnson). Cinquanta sfumature di nero si ripulisce di quella pochissima carnalità e passione che avevano in qualche modo caratterizzato il primo capitolo. Qua e là cerca di scimmiottare Eyes Wide Shut  (il party in maschera) e 9 settimane e ½ (l’inutile presenza di Kim Basinger), ma finisce per far rimpiangere quegli anni Novanta in cui l’erotismo era veramente presente nel cinema di Hollywood.
Cinquanta sfumature di nero è un film senza senso che si risolve nei primi quindici minuti e poi prosegue, per inerzia, sui binari di una commedia rosa con ambizioni da thriller. Uno spettacolo raccapricciante scandito da canzonette pop che accompagnano le misuratissime scene di sesso. Per carità ci troviamo all’interno di una mera operazione commerciale, ma Cinquanta sfumature di nero è veramente una pellicola ridicola per la totale piattezza psicologica dei personaggi; una piattezza che non vorremmo vedere trasferita sugli spettatori. Sarebbe veramente una catastrofe.